Territorio e Storia

Superficie: Kmq. 4,36
Altitudine: m 427 (capoluogo)
Altezza minima: 412 m
Altezza massima: 1.035 m
Distanza da Torino: km 43
Densità: 215 abitanti
Abitanti: 966
Prefisso telefonico: 0121
Cap: 10060
Festa Patronale: S. Michele Arcangelo


Paese di confine e di passaggio, conosciuto nei secoli per la sua importanza strategica. Il suo nome deriva dal tardo latino "Ad Portas": le porte a guardia della Val Chisone, appunto. I primi dati storici verificabili risalgono all'8 SETTEMBRE 1064, in cui la Contessa Adelaide di Susa dona ai frati Benedettini l'abbazia di Santa Maria di Pinerolo, Porte, Malanaggio, Pramollo e altri paesi dell'alta Valle, alcuni possedimenti presso Saluzzo e l'isola Gallinara.

Da allora Porte è stato spettatore di passaggi di eserciti, di cambiamenti storici e di dominazioni, di repressioni religiose (quelle valdesi) e di lotte partigiane per la difesa della libertà. I valori della libertà e della pace da sempre molto sentiti dai portesi e recepiti dalle varie amministrazioni comunali che si sono susseguite nel dopo guerra, hanno lasciato il segno. Porte ha la peculiarità di aver ricordato tutti i suoi 14 partigiani morti durante la resistenza, intitolando vie, parchi e scuole.

STORIA

Feudo dell'abbazia di S. Maria, in seguito alla donazione della contessa Adelaide e poi degli Acaja-Savoia, nel 1400 la comunità entrò a far parte del Comune di Pinerolo, poi fu la volta della dominazione francese, ed infine nuovamente dei Savoia, che la diedero in feudo a varie famiglie nobiliari. Sulle alture di S. Benedetto esisteva all'epoca di Carlo Emanuele I (1580-1630) un forte costruito per smorzare l'audacia dei Valdesi, un altro fortilizio si ergeva anche sul lato opposto all'imbocco della valle, nel poggio di Turina (ex Comune di Inverso Porte), che domina sul Chisone e sullo stabilimento della Luzenac utilizzato per la macinazione del talco. Sono ancora presenti i settecenteschi fabbricati di un vecchio filatoio per la seta e di una filanda risalente all'800.
Fra i punti paesaggistici più interessanti, oltre al poggio di S. Benedetto, che guarda dall'alto l'abitato di S. Germano, segnaliamo la Fontana degli alpini, in un'amena località sopra la borgata Giai. Nel concentrico svetta imponente il campanile della chiesa barocca di S. Michele Arcangelo, preceduta da un'ampia scalinata che ruzzola sulla Statale 23, mentre poco più a valle, nascosta in un ampio parco, si scorge la bella Villa Giuliano, sede della Casa Comunale.
Il comune di Porte si è gemellato dal 1992 con il dipartimento di Chautagne, nella Bassa Savoia, a coronamento di alcuni decenni di collaborazione ed amicizia con le rispettive Associazioni Avis.

STEMMA

Stemma Comune di Porte

Descrizione dello stemma, tratta dalla delibera n. 32 del 01/12/1957:

"Leone rampante in oro, lampassato di rosso ed armato di nero, poggiato nella valletta di due monti al naturale scendenti verso la punta dello scudo ed accostato in capo dalla divisa "PORTAE", il tutto su sfondo azzurro e circondato all'esterno da due rami di quercia e di alloro, annodati da un nastro azzurro"

Il progetto araldico di Porte vuole simboleggiare nel leone il possesso feudale della sua terra sotto la tirannia della potente famiglia dei Gamba (che lo tennero in feudo con titolo contale quando nel 1630 Porte fu eretta comune.). Nei due monti che scendono dai fianchi dello scudo verso la punta, l'angusto valico del luogo, porta di accesso fra la Francia e l'Italia, e nella divisa "PORTAE" si rammenta il primo nome che ebbe questo comune.

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